Ambrogio Chiari - Luciano Filippi

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Ambrogio Chiari

Biografia
Ambrogio Chiari - Sensazioni e Poesia
Filippi ha cercato di esprimere se stesso, quello che sentiva dentro ma con modalità diversificantesi nel tempo. Questo non può essere considerato come un tentativo di fuga dalla realtà bensì come desiderio di interpretare diversamente la realtà, la natura, salvaguardando quello che hanno di essenziale, di non mutevole. Filosoficamente la realtà ha un duplice componente: la sostanza quello per cui un essere è quell’essere e non un altro, e gli accidenti,cioè tutto quello che è secondario, non essenziale, ma da cui però non si può prescindere.
Filippi ha dato una nuova veste agli accidenti perché mostrassero della sostanza quella molteplicità di sfaccettature, di potenzialità che in essa sono insite ma che hanno bisogno di una mano liberatrice per manifestarsi in tutta la loro bellezza ed originalità.

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L’artista è colui che di volta in volta sa trarre cose nuove dal vecchio, dal comune per non essere ripetitivi e costruttori di soli multipli.
Quando ho aperto a caso il catalogo, ed ho visto riprodotte le sue cattedrali, il Grand Hotel… il mio pensiero è corso subito alla cattedrale di Rouen che Monet ha dipinto nelle varie fasi del giorno per mostrare quale mutevolezza generi la luce sulle cose che, pur essendo sempre quelle nella sostanza, appunto, tuttavia sono soggette ad un cambiamento sotto l’influsso, in questo caso, di una diversa incidenza ed intensità della luce.
E Filippi -a mio avviso- crea queste magiche atmosfere con una tecnica tutta sua (tecnica mista), talvolta in forma monocroma, altre volte usando colori diversi che parrebbero contrastarsi e che, invece, danno luogo ad effetti sorprendenti e affascinanti. E questi effetti Filippi li ottiene anche nelle opere dove il segno ed il colore non originano  forme immediatamente intellegibili per la loro precisione ma che, però, si lasciano intravedere, talvolta anche a colpo d’occhio, come nei quadri raffiguranti le barche ad esempio. Altre volte si hanno macchie di colori che però rappresentano una ben precisa realtà, che appare ad uno sguardo non ravvicinato ma lontano. Così sono, ad esempio, i quadri che illustrano la fioritura, espressa con pennellate di colori sul violaceo con tocchi di bianco, o gli alberi rossi o l’albero rosa o verde.
Questo è il suo modo di dipingere dal 2000 ad oggi - per quel che ho visto - ed è un modo che attrae ed è piacevole, non meno di quello figurativo di altri tempi, dove si può notare anche la buona mano nel disegno.
Filippi non vuole descrivere la realtà quale appare in un particolare attimo, ma vuole manifestare quello che una realtà sa suscitare. E’ una pittura che si rivolge più al sentimento o, più in generale, alle sensazioni ed alle emozioni che non all’intelletto. E’ una pittura dell’anima più che della mente.
Ambrogio Chiari Maggio 2006 Locate V.

www.lucianofilippi.eu
filippi.luciano43@gmail.com
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